Come ho risparmiato abbastanza da vivere a Lisbona a 20 anni

Lisbona vista dall’ elevador de santa justa

Guadagnare soldi, se si ha un lavoro, è facile, il problema sta poi nell’ imparare a tenerseli stretti. Come ho fatto a risparmiare abbastanza soldi in un anno da potermi permettere, assieme al mio ragazzo, un mese di vacanza in viaggio per l’ Europa e di iniziare una nuova vita a Lisbona?

Non serve molta immaginazione, l’unico modo è non spendere soldi che guadagni, ma anche se sembra semplice a parole, alla fine sono molti i motivi che possono distoglierci dal nostro traguardo .

Io ho deciso fin da subito di darmi un obbiettivo: avere abbastanza per un viaggio lungo con il mio ragazzo. Lungo il più possibile.

Essendo una cosa a cui tenevo molto, astenermi dai piccoli piaceri superflui non mi dispiaceva, ecco perché secondo me la prima cosa da fare è trovare la motivazione giusta che non vi farà pesare le rinunce, o che comunque ve le farà scivolare addosso più facilmente.

Capito quanti soldi dobbiamo tenere da parte, bisogna dare un’occhiata alle nostre spese: è il momento di annotarsi ogni spesa che facciamo: possiamo tirare le somme a fine giornata, oppure segnarle pian piano che avvengono, in questo caso vi consiglio di scaricarvi l’applicazione BudJet dove è possibile dividere le spese in categorie e raggrupparle, nonché aggiornarle in tempo reale così da stare più attenti.

Io ho provato entrambi i metodi e sono simili, per entrambi ci vuole costanza, ma per il primo serve anche una buona memoria e può capitare, quando si è di fretta o stanchi, di dimenticarsi qualcosa.

Vivendo a casa di mia mamma molte spese non mi toccavano, affitto e bollette, per quanto ogni tanto provassi a fare la mia parte, non rappresentavano un “mio” problema.

So bene di essere stata un po’ egoista, ma se il sogno di tutti i genitori è quello di togliersi dai piedi i figli credo di aver investito nella sua realizzazione.

Le spese che rimangono ad un adolescente sono comunque varie: vestiti, palestra, istruzione, trasporti, uscite, svago…

Quello che ho cercato di fare io è stato abbassare, evitare o ammortizzare ognuna di esse.

Vestiti. È la spesa più inutile, non perché non ci servano, ma perché, diciamocelo, abbiamo già un armadio che straripa di acquisti compulsivi mai messi e comprarne di nuovi non migliorerà la situazione. Le soluzioni più semplici sono l’ astenersi dall’andare a fare ulteriore shopping e prendere in prestito quello che serve dalle amiche.

vestiti Secondhand presi da Humana

Libri. Se il prezzo di un libro nuovo si aggira sui 15 € in libreria, comprarlo di seconda mano, nei mercatini, farà risparmiare parecchio. Bisogna però avere pazienza e fortuna.

Quest’anno mi sono appassionata ai classici del ‘900, che a scuola non mi ispiravano minimamente e non avrei mai pensato di addentrarmi in questo mondo vastissimo. Tutto è cambiato quando leggendo Il fu Mattia Pascal mi sono divertita un sacco. E da lì è stata una scoperta.

Per ma maggior parte delle mie letture ho optato per la biblioteca pubblica, dove si possono trovare anche dvd e quotidiani. Il mio obbiettivo era spendere meno soldi possibile e la biblioteca è il posto perfetto per questo scopo, visto che non sborsi neanche un centesimo.

Film. Cinema solo con gli sconti o se è una serata speciale. Io ho preferito condividere un account netflix con Alessandro, il mio ragazzo, e dimenticare il cinema per un po’, o almeno finche non avrò finito le centomila serie che devo recuperare.

Uscite. Ben accette le serate a casa degli amici, giochi da tavolo, picnic , maratone di film e serie tv in salotto con tanto di pop corn fatti in casa e patatine.

Trasporti. Avendo una macchina, utilizzavo questa per i lunghi tragitti, e per fare la spesa al Lidl o al discount di turno. Quando però non è necessaria farà bene al portafoglio, ma anche alla nostra salute, camminare un po’.

Poi per arrotondare, o ripagarmi la poca benzina che utilizzavo, ho fatto un po’ da tassista ai miei nonni che non possono più guidare. In realtà non è che li facessi pagare a fine corsa, ma sapete come sono fatti i nonni, non vogliono mai disturbare e amano offrire gelati ai nipoti.


Sono un sacco le cose gratuite che si possono fare per divertirsi.

Chissà perché si ha sempre la sensazione che per fare qualcosa di divertente ci sia il bisogno di spendere tanto, in questo anno ho capito che non è affatto vero, anzi, forse diamo per scontate tutte quelle cose semplici che ci sembrano banali, ma spesso le cose semplici ci rendono più felici. E poi l’ingrediente decisivo per una serata indimenticabile è la compagnia giusta, non il cibo raffinato, il vino costoso, o il panorama ricercato.

il mare sulla costa di Caparica

Dopo aver spiegato il mio metodo di risparmio, che da come si può vedere non era affatto restrittivo o limitante, c’è da ricordare che oltre al controllo delle uscite bisogna avere delle entrate. In breve, guadagnare.

Non importa quanto, non bisogna fare tutto subito, ma avere un entrata fissa è l’unico modo per raggiungere il nostro obbiettivo.

Che sia un lavoro part-time, a tempo pieno, o anche solo un lavoretto estivo come portare a spasso i cani o fare la baby-sitter per la collega di tua mamma, il mio consiglio è di investire sempre oltre che il nostro tempo, anche la nostra testa.

Mi spiego: se si lavora solo pensando ai soldi, possiamo essere più o meno bravi, questo non è troppo importante, ma non daremo mai il massimo rendimento, e anche quando non veniamo pagati quanto vorremmo, è solo impegnandoci al massimo che verremo notati e verranno riconosciuti i nostri sforzi.

L’impegno viene sempre ripagato, e oltre ad avere, col tempo, più sicurezza e competenza, arriveranno anche riconoscimenti economici.

Questo consiglio è più facile da seguire se si fa un lavoro che in fondo ci piace, perché anche se faticoso, ci darà soddisfazioni e riconoscimenti nel lungo termine.

Finito l’esame di maturità, dopo cinque anni di alberghiero, ecco che mi ritrovo in un bar di Cuneo proprio sotto casa, con un lavoro a chiamata( non il massimo come contratto ma essendo a luglio inoltrato era comunque buono), con tre giorni liberi e orari abbastanza flessibili. dopo qualche mese, finita l’estate, il contratto a chiamata si era trasformato in un tempo pieno con responsabilità maggiori e più ore di lavoro, quindi con uno stipendio più alto, che con l’andare dei mesi mi ha permesso di mettere da parte il mio bel gruzzoletto per viaggiare. Ed essendo un lavoro che mi piaceva non mi pesavano le ore in più, o i pochi clienti antipatici, o finire di lavorare alle due di sabato notte. No, perché era quello che volevo fare.

Il nostro tempo è prezioso, non bisogna sprecarlo facendo qualcosa che ci sembra un grosso spreco. Bisogna sacrificarsi un po’ a volte, ma ricordiamoci che l’unico scopo che vale la pena seguire è la felicità, e se alla fine del nostro percorso ci sembra non esserci gioia, allora è meglio cambiare strada.

Comunque, dopo un anno di risparmio, straordinari e cene in casa, sono riuscita ogni mese a tenere da parte metà del mio stipendio, a volte anche di più.

Non è stato faticoso, forse avevo già una mentalità adatta, non lo so.

C’è da dire che anche Alessandro ha fatto la sua grossa parte, così che insieme non avremmo avuto problemi a trasferirci da qualsiasi parte.

Si parte dall’Italia con zaino in spalla

L’importante è volersi mettere in gioco. Essere disposti a fare un salto nel buio non è facile, in questo caso parlo del trasferimento in una città straniera di cui non sapevamo niente. È difficile soprattutto quando familiari e conoscenti sembrano dubitare delle tue capacità di sopravvivenza solo perché sei giovane e si preoccupano di qualsiasi cosa che può succederti. Non lasciatevi scoraggiare dal pessimismo che vi circonda, se andasse male, potrete sempre tornare indietro. La vita è così, sempre incerta, anche quando siete a casa e tutto sembra tranquillo, quindi tanto vale godersela un po’.

Non è che sveli chissà quale segreto, però volevo condividere la mia esperienza da qualche parte, perché magari a qualcuno può far piacere leggere di ventenni che si mettono in gioco, considerando che ormai la nostra generazione sembra data per spacciata, abbandonata a se stessa in un mare di pigrizia e ignoranza, da quella che è nient’altro che la generazione che ci ha cresciuto e insegnato a vivere.

Grazie per essere arrivati fino a qui, alla prossima!

Relax al Vondelpark di Amsterdam