Eco- Anxiety, sentirsi sopraffatti dal destino del pianeta.

Non mi definirei una persona ansiosa, quando incontro un imprevisto non sto a preoccuparmi più di tanto, cerco il modo di risolverlo e agisco di conseguenza.

Sono anche abbastanza positiva, e non ho problemi ad accogliere i cambiamenti e mettermi in gioco. Diciamo che generalmente seguo il consiglio di Aristotele quando dice “Se c’è una soluzione perchè ti preoccupi? Se non c’è una soluzione perché ti preoccupi?”

Ma per quanto i miei problemi possano venir risolti con un po’ di olio di gomito, c’è una cosa che non posso controllare, e che molto probabilmente cambierà il mio modo di vivere e quello delle generazioni future: il clima.

Da quando sono entrata nel mondo dello zero-waste e mi sono appassionata di cambiamento climatico e ecologia( un hobby che reputavo necessario, visti i problemi del giorno d’ oggi) mi sorprendo a volte pensare a quanto in là dovrei spingermi, cos’altro dovrei fare, se i miei sforzi siano inutili… spesso provo un enorme senso di sconforto quando mi rendo conto che quello che per me è un argomento di vitale importanza per gli altri non lo è.

E’ solo un articolo da prima pagina quando avvengono gli strikes di FridaysForFuture e poi la questione sparisce dalle loro vite, come se quando gli attivisti non siano per le strade, il problema sparisse.

Quando la soluzione è una rivoluzione di massa e non vedi il panico negli occhi di chi dovrebbe preoccuparsi, allora è normale sentirsi male.

So benissimo quanti sforzi io stia facendo, so che ci sono molte persone nel mondo che si impegnano per una vita più sostenibile, ma non basta.

La gente dice di essere positiva, che il problema si risolverà. Ma come fa se mi sento l’ unica a mettermi in gioco? Se neanche il mio governo prende precauzioni per le prossime catastrofi perché io dovrei essere positiva? Per stare meglio? Io non voglio stare meglio, voglio che tutti provino questa sensazione di impotenza, che la gente abbia paura.

L’ abbiamo appena visto con il Corona Virus, nessuno fa qualcosa finché non è troppo tardi, e anche quando la crisi è in atto nessuno capisce fino in fondo dove finisca il tempo di fare di testa propria e dove inizino i loro doveri.

Al pianeta serve un cambiamento che non avverrà. Probabilmente la razza umana non si estinguerà, ma saranno molti gli innocenti ad aver perso la vita per colpa di questo atteggiamento menefreghista.

Credete che stia esagerando? La terra ha iniziato ha contare le vittime del nostro modo di vivere tanti anni fa: ecosistemi distrutti, animali estinti per sempre, foreste secolari tagliate per fare spazio a cose più importanti. Io dovrei porre fiducia in una società che non capisce che gli alberi siano più importanti dei soldi? Secoli di vita andati persi per la nostra capacità di negare l’ evidenza, di alzare il culo solo quando è troppo tardi, per poi puntare il dito contro qualcun altro quando veniamo chiamati in causa.

Forse l’ eco-anxiety non è altro che una profonda empatia verso la natura.

Gli scienziati l’ hanno definita come la paura cronica del destino della Terra, ma credo sia normale avere paura quando la scienza ci dice che abbiamo il tempo contato. La cosa che non è normale è essere positivi.

Quindi ora lasciatemi al mio sconforto, che sto provando a salvare il mondo.

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