La mia esperienza con Extinction Rebellion

Come mi sono affacciata al mondo dell’eco-attivismo intersezionale.

Ciao, io sono Zoe e per un breve periodo ho avuto l’opportunità di unirmi al movimento ambientalista intersezionale di Extinction Rebellion. Questa esperienza mi ha lasciato moltissimo ed è stata una vera ancora di salvezza dopo il primo Lockdown di marzo 2020.

Ho pensato di raccontarti in modo molto sincero e semplice cosa è successo in quei pochi mesi in cui ho fatto parte del movimento, descrivendo in modo breve quali aspetti ammiro maggiormente e come mi sono avvicinata a questo mondo.

Cos’è extinction Rebellion in parole povere.

Partiamo dall’ inizio. Se non lo conoscessi ancora, XR (abbreviazione di extinction rebellion) è un movimento globale che vuole fare in modo che i governi contrastino l’emergenza climatica ed ecologica, agendo subito, usando tutti i mezzi a loro disposizione per istruire la popolazione, e istituendo delle assemblee cittadine per fare in modo che il potere decisionale arrivi “dal basso”.

Per raggiungere questi tre obbiettivi XR ha deciso di usare metodi non violenti, che nella storia si sono rivelati i più efficaci per un cambiamento radicale, e di attenersi a dei valori quali l’equità, l’autonomia, la decentralizzazione del potere, l’inclusivita, e non solo.

Il vero motivo, secondo me, per il quale XR ha riscontrato così tanto successo in questi pochi anni di attività è la sua struttura originale che ha permesso al movimento di ingrandirsi molto velocemente e sviluppare basi molto solide.

Infatti XR non ha un capo, una gerarchia o un portavoce, ma una struttura complessa che racchiude gruppi nazionali, locali, gruppi di affinità, gruppi di lavoro e così via. Tanti piccoli gruppi interconnessi che si occupano di un aspetto specifico, che andando a unirsi agli altri formano un movimento efficiente in continua evoluzione.

In un gruppo locale, ad esempio quello di Torino esistono diversi gruppi di lavoro, come il gruppo che organizza le azioni, quello che gestisce i social, quello che pensa alle grafiche o alle finanze, e un attivista può fare parte di uno o più gruppi di lavoro (o anche di nessuno). In ogni gruppo di lavoro ci sono un coordinatore interno, che gestisce il lavoro nel gruppo, e un coordinatore esterno, che si confronta periodicamente con gli altri coordinatori esterni dei gruppi di lavoro e con i coordinatori interno ed esterno del gruppo locale per fare il punto della situazione. A sua volta tutti i coordinatori esterni dei gruppi locali si confronteranno a livello nazionale, e così via.

Appena entrati in XR, è difficile stare dietro ai molteplici gruppi con cui possiamo entrare in contatto, e a tutti quelli che nascono via a via, ma non ci vuole molto per capire cosa e dove cercarlo, quando ci serve. Ci tengo comunque a precisare che non bisogna per forza decidere di far parte di un gruppo locale o di lavoro, ma che per agire in nome di XR basta seguire i valori e gli obbiettivi del movimento.

Un altra qualità di XR, che ho già nominato, è l’inclusività, infatti Extinction Rebellion cerca in molti modi di essere un luogo dove chiunque può sentirsi a suo agio, adottando un linguaggio neutro e ascoltando le opinizioni di tutti i membri. Addirittura tra le varie formazioni che vengono proposte c’è quella di “Comunicazione non violenta” perchè anche se spesso pensiamo alla violenza come qualcosa di fisico, le parole sono un veicolo potente che può portare al dialogo e allo scambio di idee, o essere un muro con del filo spinato pronte a ferire chi è in disaccordo con noi.

Tra tutti, il valore che di più sento vicino è quello dell’intersezionalità, un principio che permette di vedere l’attivismo con occhi diversi: è ormai assodato che sia impossibile parlare di giustizia climatica senza includere nel discorso anche la giustizia sociale, perchè qualsiasi forma di oppressione e discriminazione ha radici nella società antropocenica, capitalista e patriarcale in cui ci troviamo, e per cambiare serva un cambiamento radicale del nostro modo di rapportarci tra di noi e con il pianeta.

Ecco perchè non possiamo pensare al cambiamento climatico senza pensare al fast fashion e ai diritti delle donne, o non possiamo schierarci con la comunita LGBTQ+ senza ricordare la discriminazione razziale o di religione. Anche se ogniuna delle questioni qui riportate sembra combattere una battaglia a se stante, in realtà tutto è interconnesso, ed XR lo sa bene.

Sicuramente ci sarebbe molto altro da dire, ma queste sono le caratteristiche che a mio avviso rendono XR diverso da altri movimenti e che mi hanno convinto a dargli una possibilità.

intersezionalità

I primi passi.

Ho scoperto XR e altri movimenti ambientalisti grazie agli scioperi organizzati da fridays for future quando c’è stato il boom del 2018-2019. Avevo finito da poco le superiori e avevo già interesse per l’argomento quindi mi sono ritrovata a seguire le loro azioni in giro per il mondo sui social e a partecipare a qualche strike.

A Lisbona sono successi una serie di eventi che mi hanno avvicinato ulteriormente al mondo dell’attivismo: per prima cosa avevo visto di persona un blocco stradale ad opera di XR Portogallo sotto casa mia ed ero rimasta molto colpita dal coraggio dei giovani protestanti, poi ad uno strike ho marciato assieme a quelli stessi attivisti nel giorno in cui Greta Thumberg sarebbe dovuta arrivare dal suo lungo viaggio nell’Atlantico, e infine per una coincidenza proprio Greta è venuta a mangiare nel lounge bar dove lavoravo.

extinction rebellion lisbon

Vedere con i miei occhi Greta e rendermi conto della sua fragilità mi ha dato la spinta per informarmi meglio su quello che potevo fare.

Intanto sono tornata a Cuneo ed è scoppiato il lockdown. Dopo un periodo iniziale di riposo e tranquillità in famiglia le mie giornate sono presto diventate lunghe e tutte uguali: era il momento giusto per partecipare ad una presentazione al movimento, il resto potete immaginarlo.

Una delle mie paure iniziali, entrando a contatto con gli altri attivisti, era quella di sentirmi a disagio e che XR che fosse pieno di fissati che vivono in una comune, che praticano yoga e che seguono una dieta crudista, ma per fortuna i miei dubbi sono stati smentiti quasi subito.

Ho scoperto con gioia che non esiste un prototipo dell’attivista di XR, ma che al suo interno puoi trovare tante storie diverse, tutte unite dal senso di responsabilità per questo pianeta che sta velocemente andando verso l’estinzione.

Come avrete capito dal nome Extinction Rebellion, il senso di questo movimento è proprio quello di non accettare il futuro che ci viene imposto dalle circostanze, un futuro che ci è stato generosamente offerto dalle generazioni che hanno pensato per decenni solo al profitto personale e a proteggere il loro privilegi, causando catastrofi naturali ed estinzioni di massa.

Estinzione? Ribellione!

Complici i decreti che mi impedivano di uscire di casa, mi sono buttata a capofitto in questa nuova eseerienza, e in breve tempo sono entrata in XRTorino, ho seguito le varie formazioni del movimento e organizzato io stessa una presentazione per i miei contatti.

Fare parte di Extinction Rebellion mi ha finalmente dato una valvola di sfogo per le mie mille ansie legate alla situazione ambientale, che prima curavo cercando di migliorare il mio stile di vita, i miei acquisti e la mia dieta. Certo, lo stile di vita Zero Waste e una dieta plant based sono strade che ancora seguo, ma che sinceramente hanno un impatto molto basso sulla situazione globale ambientale.

Quando poi, con l’inizio dell’estate, ho partecipato alla mia prima vera azione, la soddisfazione e l’emozione erano immense.

La mia prima azione.

Dopo numerose riunioni online e formazioni ho partecipato ad un azione organizzata da XRTorino contro l’Intesa San Paolo e i suoi finanziamenti ai combustibili fossili, dove abbiamo chiesto di interrompere immediatamente tutti i finanziamenti alle grandi aziende che, in nome del loro profitto, stanno accelerando il collasso climatico, ecologico e sociale.

Il programma della giornata era stato curato nei minimi dettagli dal gruppo Azione, e già prima di incontrarci ogniuno sapeva il ruolo che avrebbe ricoperto e cosa avrebbe dovuto fare. Per esempio all’inizio della giornata era programmata una scena in cui due ragazze inscenavano la loro morte mentre altr* attivist*, vestiti da banchieri, versavano loro del petrolio addosso, rappresentando l’ecosistema che muore per colpa dei finanziamenti all’industria del fossile. Nel mentre altr* ribelli tenevano i cartelloni, cantavano o leggevano, facevano foto e video, e si occupavano di interagire con le forze dell’ordine e i media.

A metà giornata il tempo primaverile ha smesso di assisterci e ha iniziato a piovere, e noi ci siamo spostati all’incrocio stradale a distribuire volantini alle macchine che si fermavano al semaforo, alcune incuriosite, altre come ci si può aspettare, noncuranti o addirittura infastidite.

per l’occasione il gruppo Arte aveva realizzato barca di gommapiuma, che è stata un ottimo mezzo per catturare l’attenzione dei passanti e rinforzare la narrativa. Infine siamo tornati davanti al grattacielo dell’Intesa per finire in bellezza. Durante l’azione finale ci siamo disposti in fila e ci siamo dipinti le mani di rosso, per poi lasciare le nostre impronte sulla facciata del grattacielo, il tutto accompagnato da un brano molto suggestivo suonato al violino.

Sul sito di Extinction Rebellion Italia è possibile trovare l’articolo riassuntivo della giornata, dove sono raccolte tutte le informazioni e i dati utilizzati per creare la narrazione dell’azione, nonché le foto della giornata.

intesa san paolo extinction rebellion

In seguito ci siamo divisi in gruppi per confrontarci su quello che era successo, mangiare un boccone e riposare.

Sicuramente ho trovato quest’esperienza altamente formativa, mi ha dato la possibilità di legare con gli altri membri del gruppo e di divertirmi pur facendo qualcosa che trovavo importante, ovvero mettermi in gioco per una causa di vitale importanza.

Dopo quella prima azione ne sono seguite altre, a cui ho partecipato con gioia, e quando per motivi vari mi sono trasferita ho provato molta amarezza nel pensare di abbandonare XR, a cui mi ero legata da pochissimo.

Al momento sto cercando di inserirmi nel gruppo danese in occasione della ribellione primaverile ma per colpa dei miei impegni lavorativi è difficile far combaciare gli orari dei vari eventi. Spero comunque di raggiungere una maggiore stabilità in modo da poter riaprire questo capitolo della mia vita il più presto possibile.

Se leggendo questo articolo ti ho incuriosito e vuoi capire meglio cos’è Extinction Rebellion e come opera, puoi partecipare ad una presentazione online del movimento o contattare il gruppo locale più vicino a te.

Spero che questo post ti sia piaciuto, in questo caso lascia un like e condividilo sui social con i tuoi contatti. Alla prossima!

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